Uomini più ricchi del mondo: classifica Forbes aprile 2026

La corsa alla vetta delle fortune globali non si ferma mai. Ogni mese la rivista Forbes aggiorna la sua celebre graduatoria dei patrimoni più imponenti del pianeta, restituendo una fotografia che riflette le dinamiche dei mercati, le scelte imprenditoriali e, sempre più spesso, le posizioni politiche dei grandi protagonisti dell’economia mondiale.

Ad aprile 2026 la classifica riserva conferme importanti ma anche movimenti significativi: Elon Musk resta saldamente in testa, mentre nelle posizioni immediatamente successive si registrano sorpassi e ritorni che rendono la top 10 un terreno in continua evoluzione.

Ecco chi sono, quanto valgono e cosa li distingue i dieci uomini più ricchi del mondo secondo l’ultimo aggiornamento di Forbes.

La top 10 di aprile 2026 in sintesi

Prima di entrare nel dettaglio di ogni singola posizione, ecco il quadro completo della graduatoria aggiornata:

  • 1) Elon Musk (Sudafrica-Usa): 839 miliardi di dollari
  • 2) Larry Page (Usa): 237 miliardi di dollari
  • 3) Jeff Bezos (Usa): 223 miliardi di dollari
  • 4) Sergey Brin (Usa): 219 miliardi di dollari
  • 5) Mark Zuckerberg (Usa): 196 miliardi di dollari
  • 6) Larry Ellison (Usa): 189 miliardi di dollari
  • 7) Jensen Huang (Usa): 151 miliardi di dollari
  • 8) Michael Dell (Usa): 143,1 miliardi di dollari
  • 9) Rob Walton (Usa): 142,6 miliardi di dollari
  • 10) Bernard Arnault (Francia): 142,5 miliardi di dollari

Per costruire questa graduatoria, Forbes incrocia i valori azionari e i tassi di cambio aggiornati con documenti ufficiali, registri finanziari e giudiziari, oltre a informazioni su asset materiali come immobili, opere d’arte, yacht e jet privati.

Un marzo turbolento per i grandi patrimoni

Il contesto di mercato ha inciso in maniera rilevante sulle fortune dei super-ricchi. Il mese di marzo ha visto l’indice S&P 500 e il Nasdaq perdere circa il 5%, complici anche le tensioni geopolitiche internazionali.

L’effetto sui patrimoni dei primi dieci della lista è stato pesante: una perdita complessiva superiore a 100 miliardi di dollari. Il valore aggregato delle loro fortune si attesta ora intorno ai 2.500 miliardi.

Questo scenario rende ancora più significativi i movimenti interni alla classifica, dove basta una seduta negativa in Borsa per far scivolare o risalire di diverse posizioni.

Elon Musk: il primato non si discute

Con 817 miliardi di dollari di patrimonio stimato, Elon Musk si conferma l’uomo più ricco del mondo. Il dato segna comunque una flessione di circa 22 miliardi nell’arco dell’ultimo mese, ma non intacca il suo dominio assoluto sulla classifica.

La vera chiave della sua fortuna non è più Tesla, bensì SpaceX. L’azienda aerospaziale ha incorporato xAI, la startup di intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk, in un’operazione che ha portato la valutazione complessiva a 1.250 miliardi di dollari. Musk detiene circa il 43% della nuova entità, che rappresenta oggi di gran lunga il suo asset principale.

In Tesla, di cui possiede circa il 12%, gli azionisti hanno approvato nel novembre scorso un pacchetto retributivo record legato agli obiettivi cosiddetti “Mars shot”: un piano che potrebbe assegnargli stock option per un valore teorico fino a 1.000 miliardi di dollari.

Negli ultimi anni Musk è stato al centro di rapporti complessi e spesso conflittuali con istituzioni, autorità di regolazione e lo stesso Donald Trump, tornato alla Casa Bianca.

Larry Page mantiene la seconda posizione

Stabile al secondo posto, Larry Page vanta un patrimonio di 237 miliardi di dollari, pur segnando un calo di circa 20 miliardi rispetto alla rilevazione precedente.

Cofondatore di Google nel 1998 insieme a Sergey Brin, Page è oggi azionista di controllo di Alphabet e membro del consiglio di amministrazione. Ha ricoperto il ruolo di CEO in due fasi distinte (fino al 2001 e poi dal 2011 al 2015), assumendo poi una posizione più defilata, pur restando centrale nelle strategie del gruppo.

Il suo patrimonio risente delle oscillazioni del titolo Alphabet, anche in relazione alle pressioni regolatorie negli Stati Uniti: il Dipartimento di Giustizia aveva persino ipotizzato la cessione di Chrome, ipotesi poi scongiurata.

In parallelo, Page è impegnato nello sviluppo di Dynatomics, una startup focalizzata sulla produzione avanzata tramite intelligenza artificiale, confermando il suo ruolo di primo piano nell’innovazione tecnologica globale.

Jeff Bezos torna sul podio

Jeff Bezos risale al terzo posto con 223 miliardi di dollari, scavalcando Sergey Brin e riconquistando il podio per la prima volta dallo scorso ottobre.

Il fondatore di Amazon (1994) ha guidato il colosso dell’e-commerce fino al 2021, mantenendo il ruolo di presidente esecutivo. Nel corso degli anni ha ceduto oltre 49 miliardi di dollari in azioni Amazon: oggi ne possiede circa l’8%, dopo che il divorzio gli ha fatto trasferire il 4% alla ex moglie.

L’attività più recente di Bezos lo vede nel ruolo di co-CEO di AI Project Prometheus, una startup da circa 30 miliardi focalizzata su ingegneria e manifattura avanzata. Si tratta del suo primo incarico operativo dopo Amazon.

Continua inoltre a investire in Blue Origin, con cui ha già viaggiato nello spazio, e tramite Bezos Expeditions in startup come Airbnb. Di recente è stato anche al centro di polemiche legate alla ristrutturazione del Washington Post.

Sergey Brin scivola al quarto posto

Con 219 miliardi di dollari e un calo di circa 18 miliardi, Sergey Brin perde una posizione rispetto al mese precedente.

L’altro cofondatore di Google, dopo un periodo di semi-ritiro, è tornato a ricoprire un ruolo attivo nelle strategie di Alphabet, specialmente sul fronte dell’intelligenza artificiale. È stato indicato come “core contributor” dei modelli Gemini, il che testimonia un rientro operativo significativo.

Brin resta membro del board e azionista di controllo del gruppo. A fine 2025 ha donato 1,1 miliardi di dollari in azioni Alphabet alla fondazione Catalyst4, attiva nella ricerca medica e climatica. Tra le sue iniziative recenti figurano anche investimenti immobiliari e progetti filantropici legati all’accesso alla casa in California.

Mark Zuckerberg resiste nella top 5

Quinta posizione per Mark Zuckerberg, che mantiene il suo posto nonostante un calo significativo di circa 27 miliardi, attestandosi a 196 miliardi di dollari.

Il fondatore di Facebook (2004), oggi Meta, guida il più grande ecosistema di social network al mondo, che comprende Instagram e WhatsApp. Zuckerberg conserva il ruolo di CEO e detiene circa il 13% del gruppo.

Le strategie aziendali di Meta continuano a puntare sull’intelligenza artificiale e sulle nuove tecnologie, inclusa una collaborazione con Prada per la produzione di occhiali smart di fascia alta. Il capitolo metaverso, invece, sembra ormai prossimo alla chiusura.

Insieme alla moglie Priscilla Chan, Zuckerberg è molto attivo nella filantropia, con progetti incentrati su salute e ricerca scientifica. Resta però una figura controversa nel dibattito pubblico per le scelte in materia di moderazione dei contenuti.

Larry Ellison e il peso di Oracle

Al sesto posto troviamo Larry Ellison con 189 miliardi di dollari, in leggero calo rispetto alla rilevazione precedente.

Il fondatore di Oracle continua a trarre la maggior parte della sua ricchezza dalle quote nella società, oggi valutate circa 160 miliardi. Oracle si conferma tra i protagonisti globali nel settore del cloud computing e delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, nonostante recenti dubbi sulla tenuta del comparto.

Ellison è coinvolto anche in operazioni industriali di grande rilievo, come la fusione Paramount-Skydance e un possibile maxi accordo con Warner Bros., che potrebbe ridefinire gli equilibri dell’industria dei media a livello mondiale.

Proprietario dell’isola hawaiana di Lanai e di numerosi immobili di lusso, negli ultimi anni ha trasferito la sua residenza in Florida, consolidando i suoi legami politici ed economici negli Stati Uniti.

Jensen Huang: il re dei chip per l’AI

Settima posizione per Jensen Huang, fondatore e CEO di Nvidia, con un patrimonio pari a 151 miliardi di dollari, in lieve flessione nell’ultimo mese.

Dal 1993 alla guida dell’azienda, Huang ha compiuto una trasformazione straordinaria: da società specializzata nel gaming a leader globale nella produzione di chip per l’intelligenza artificiale. Le GPU Nvidia sono oggi componenti fondamentali per data center e applicazioni AI, rendendo l’azienda una delle più influenti al mondo.

Huang possiede circa il 3% di Nvidia, che è stata tra le prime società a raggiungere valutazioni record fino a 5 trilioni di dollari. Nato a Taiwan e cresciuto in parte in Thailandia, si è trasferito negli Stati Uniti dove ha costruito una delle storie imprenditoriali più rilevanti degli ultimi decenni.

Michael Dell rientra tra i primi dieci

Michael Dell torna nella top 10 con 143,1 miliardi di dollari, segnando una crescita di circa 2 miliardi nell’ultimo mese: uno dei pochi segni positivi in una classifica dominata dai ribassi.

La sua storia imprenditoriale è diventata un classico della Silicon Valley: ha iniziato vendendo computer dal dormitorio universitario, per poi costruire Dell Technologies, uno dei maggiori gruppi tecnologici al mondo.

La svolta è arrivata con la fusione da 60 miliardi di dollari con EMC nel 2016. Dell ha portato la sua azienda in Borsa, l’ha ritirata dal listino e poi nuovamente quotata nel 2018, in una delle operazioni finanziarie più complesse del settore. La successiva vendita di VMware a Broadcom per 69 miliardi ha ulteriormente rafforzato la sua fortuna, consolidando la sua posizione tra i protagonisti del comparto hardware e cloud.

Rob Walton: l’erede Walmart entra in classifica

Debutto nella top 10 per Rob Walton, che si attesta a 142,6 miliardi di dollari, nonostante un leggero calo nell’ultimo mese.

Figlio di Sam Walton, fondatore di Walmart, ha guidato l’azienda come chairman dal 1992 al 2015. La famiglia Walton controlla circa il 45% del gruppo, una delle più grandi catene di distribuzione al mondo.

Rob Walton è uno dei principali eredi della fortuna familiare e ha progressivamente ridotto il suo coinvolgimento diretto nella gestione aziendale. Attivo anche nel mondo dello sport, è proprietario dei Denver Broncos e investitore in una squadra di MLB.

La sua presenza tra i primi dieci segna il ritorno di un membro della dinastia Walton ai vertici della classifica globale.

Bernard Arnault chiude la top 10: il re del lusso arretra

Bernard Arnault scivola dalla settima alla decima posizione con 142,5 miliardi di dollari, dopo un calo pesante di circa 28 miliardi: la perdita più consistente tra tutti i protagonisti della classifica.

Presidente e CEO di LVMH, ha costruito il più grande gruppo del lusso al mondo, con circa 70 marchi tra moda, cosmetici e gioielli (Louis Vuitton, Dior e Tiffany, tra gli altri). La sua carriera è iniziata con un investimento di 15 milioni nell’acquisizione di Christian Dior, trasformato poi in un impero globale.

Tutti i suoi cinque figli ricoprono ruoli chiave nel gruppo, rendendo LVMH un esempio emblematico di capitalismo familiare. Nonostante la brusca flessione, Arnault resta il più ricco d’Europa e l’unico non americano nella top 10.

Le grandi assenze: Gates e Buffett fuori dalla top 10

Tra le novità più significative dell’aggiornamento di aprile 2026 spicca l’assenza di due nomi storici. Bill Gates è uscito dalla lista dei 10 uomini più ricchi già nel 2025, dopo ben 34 anni di presenza ininterrotta, a seguito di una revisione al ribasso del suo patrimonio.

Fuori dalla top 10 anche Warren Buffett, l’oracolo di Omaha, il cui patrimonio non è più sufficiente per competere con le fortune generate dal boom tecnologico e dall’intelligenza artificiale.

Si tratta di un passaggio simbolico importante: i “vecchi” campioni della finanza e del software lasciano spazio a una nuova generazione di imprenditori legati ad AI, chip e piattaforme digitali.

Il dominio americano e il ruolo delle donne

Un dato salta immediatamente all’occhio: 9 dei primi 10 uomini più ricchi al mondo sono cittadini americani. L’unica eccezione è il francese Bernard Arnault. Gli Stati Uniti restano, senza discussione, la patria dei super-ricchi globali.

Per quanto riguarda la presenza femminile, la lista Forbes conta oltre 400 donne, pari al 13% del totale dei miliardari censiti. Si tratta in gran parte di ereditiere, e solo una figura compare nella top 15.

Alice Walton guida la classifica femminile con un patrimonio stimato di 131 miliardi di dollari, seguita da Françoise Bettencourt Meyers, ex donna più ricca del pianeta e attuale prima in Europa.

3.428 miliardari nel mondo: i numeri record del 2026

Il 2025 e l’inizio del 2026 confermano una tendenza storica inarrestabile: il numero di miliardari non è mai stato così alto. Ad aprile 2026 Forbes ne censisce 3.428, in ulteriore crescita rispetto agli anni precedenti.

Il patrimonio complessivo di questi super-ricchi raggiunge i 16.100 miliardi di dollari, con un incremento di 2.000 miliardi in un solo anno. Per avere un termine di paragone, si tratta di una cifra che supera il PIL di quasi tutte le nazioni del mondo, con le sole eccezioni di Stati Uniti e Cina.

Cosa alimenta questa crescita?

Diversi fattori stanno convergendo per spingere verso l’alto le fortune dei più ricchi del pianeta:

  • L’espansione dell’intelligenza artificiale, che sta ridisegnando interi settori industriali
  • Lo sviluppo di startup deep-tech, con valutazioni sempre più elevate
  • Il consolidamento dei mercati tecnologici e le grandi operazioni di fusione
  • Le valutazioni record di colossi come Nvidia, Meta, Amazon e Alphabet

Nonostante l’aumento del numero complessivo di miliardari, la ricchezza resta fortemente concentrata. La maggior parte dei patrimoni più consistenti proviene dal settore tecnologico e il numero dei cosiddetti “centimiliardari” (ovvero chi supera i 100 miliardi di dollari) continua ad aumentare, rafforzando il peso economico di un’élite sempre più ristretta.

Il legame tra ricchezza e politica

Un aspetto che merita attenzione è la crescente intersezione tra grandi patrimoni e sfera politica. Dall’anno scorso, diversi protagonisti della classifica (da Musk a Zuckerberg, passando per Bezos ed Ellison) sono al centro del dibattito pubblico negli Stati Uniti per le loro posizioni politiche e i rapporti, diretti o indiretti, con Donald Trump.

Lo stesso Trump, tornato alla Casa Bianca, è presente nella graduatoria dei miliardari Forbes, ma in posizioni marginali rispetto ai colossi della tecnologia.

Questa dinamica conferma come la ricchezza estrema non sia più soltanto un fenomeno economico, ma un fattore sempre più rilevante negli equilibri geopolitici e nelle scelte di governance a livello globale.

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