Escludere Cina, Corea del Sud e Taiwan da un portafoglio dedicato ai mercati emergenti: una scelta che potrebbe sembrare controintuitiva, eppure è proprio questa la filosofia alla base del nuovo prodotto firmato WisdomTree. L’idea è semplice e al tempo stesso radicale: tornare al significato originario di “mercato emergente”, puntando solo sui paesi che lo sono ancora davvero.
Un ETF che ridefinisce il concetto di mercato emergente
Il WisdomTree True Emerging Markets UCITS ETF (ticker: WEM) è stato progettato per replicare la performance, in termini di prezzo e rendimento (al lordo di commissioni e spese), del WisdomTree True Emerging Markets UCITS Index. Il costo annuo complessivo si attesta a un TER dello 0,25%.
Il prodotto è già quotato su Börse Xetra, Borsa Italiana, Euronext Paris e SIX (la borsa svizzera). La quotazione sul London Stock Exchange è prevista per il 16 aprile 2026.
Perché escludere i tre “big” dell’universo emergente?
I benchmark tradizionali dei mercati emergenti tendono a concentrare una quota significativa del portafoglio su un numero ristretto di economie ormai mature e di grandi dimensioni. Cina, Corea del Sud e Taiwan, presenti nella maggior parte delle strategie ad ampio raggio su questi mercati, hanno raggiunto livelli di sviluppo che le rendono sempre meno rappresentative della crescita tipica delle economie in via di sviluppo.
L’indice proprietario di WisdomTree adotta invece un approccio sistematico e multiparametrico, selezionando esclusivamente le economie che continuano a mostrare caratteristiche di crescita legate allo sviluppo. L’obiettivo è offrire un’esposizione diversificata a quei paesi che restano autenticamente emergenti, sia in termini di sviluppo economico sia di maturità dei mercati dei capitali.
Catturare la crescita dove nasce realmente
Pierre Debru, Head of Research per l’Europa di WisdomTree, ha spiegato la logica di fondo del prodotto:
“Investire nei mercati emergenti significa essenzialmente cogliere il potenziale di crescita che si manifesta quando le economie passano da un livello di reddito basso a uno medio. Il processo di sviluppo è tipicamente sostenuto da un aumento della produttività, un’espansione della domanda interna, un miglioramento delle istituzioni e un approfondimento dei mercati dei capitali.”
Debru ha poi aggiunto: “Questa strategia innovativa è stata concepita per ripristinare tale intento originario, concentrandosi sui paesi in cui l’aumento dei redditi, i cambiamenti strutturali e l’ampliamento dei mercati dei capitali rappresentano ancora potenti motori per i rendimenti a lungo termine.”
A chi si rivolge questo strumento
Il WEM si propone come una soluzione per quegli investitori che desiderano esporsi al potenziale di crescita strutturale delle economie in fase di transizione, senza che il portafoglio venga “diluito” dalla presenza di mercati ormai consolidati.
In sostanza, si tratta di un modo più mirato per accedere alla crescita di lungo termine dei mercati emergenti. Il filtro adottato dall’indice proprietario punta a isolare i veri motori della crescita futura: paesi dove la produttività è in aumento, la domanda interna si espande e i mercati finanziari si stanno ancora sviluppando.
Considerazioni per l’investitore
Con un costo contenuto (0,25% annuo) e una quotazione simultanea su più borse europee, il WisdomTree True Emerging Markets UCITS ETF si inserisce in un segmento sempre più affollato con una proposta distintiva. La scelta di escludere i tre colossi asiatici rappresenta un posizionamento netto, che potrà risultare interessante per chi cerca diversificazione geografica autentica all’interno dell’universo emergente.
Per gli investitori retail che guardano ai mercati emergenti come componente di lungo periodo del proprio portafoglio, questo nuovo ETF offre una prospettiva diversa rispetto ai prodotti tradizionali, con un focus dichiarato sulle economie dove il percorso di sviluppo è ancora nelle fasi più dinamiche.




