I mercati festeggiano la de-escalation in Medioriente
La prospettiva di un ritiro militare americano dall’Iran ha innescato una reazione euforica sui mercati finanziari globali. Le Borse di tutto il mondo hanno registrato rialzi significativi, con gli investitori che hanno accolto con sollievo le dichiarazioni del Presidente Donald Trump sulla fine imminente delle operazioni militari nella regione.
Wall Street ha chiuso la seduta con progressi del 2-3% sia sullo S&P 500 che sul Nasdaq. In Asia i guadagni sono stati ancora più marcati: la Borsa di Seul ha messo a segno un balzo dell’8%, Tokyo ha guadagnato il 5%, mentre Hong Kong e Shanghai hanno registrato rialzi compresi tra il 2 e il 3%. Anche le piazze europee hanno aperto in territorio positivo, con progressi medi del 2%.
Le parole di Trump: “Non c’è motivo di restare”
Durante un punto stampa nello Studio Ovale, il Presidente americano ha annunciato che le forze militari statunitensi lasceranno l’Iran “entro due o tre settimane”, dichiarando raggiunto l’obiettivo di eliminare la minaccia nucleare iraniana.
“Ce ne andremo molto presto”, ha assicurato Trump, aggiungendo: “Ce ne andiamo perché non c’è motivo” di rimanere. Secondo il Presidente, “ci vorranno 15-20 anni perché ricostruiscano” ciò che le forze americane hanno distrutto.
Trump ha inoltre confermato che le operazioni militari proseguiranno ancora per qualche tempo. Anche nella giornata di ieri, ha precisato, sono stati “distrutti un’enorme quantità di impianti per la produzione di missili”. Per la serata è stato fissato un discorso alla nazione alle ore 21 americane (le 3 di notte in Italia).
Benzina oltre i 4 dollari: Trump rassicura i consumatori
Il Presidente ha dovuto affrontare anche il tema scottante del prezzo della benzina, che negli Stati Uniti ha superato la soglia dei 4 dollari al gallone. Si tratta di un dato politicamente sensibile per l’Amministrazione, che guarda già con attenzione alle elezioni di metà mandato previste per novembre 2026.
Trump ha rassicurato i consumatori americani, promettendo che i prezzi alla pompa dovrebbero calare una volta concluso il conflitto in Iran.
Stretto di Hormuz: la posizione degli Stati Uniti
Sul tema della chiusura dello Stretto di Hormuz, il Presidente ha ribadito la sua linea: la responsabilità di garantire la libertà di navigazione in quel tratto di mare dovrebbe ricadere sui Paesi che ne dipendono direttamente. Trump ha citato esplicitamente la Francia e altre nazioni importatrici di petrolio dal Golfo.
“Non c’è motivo per cui dovremmo farlo noi”, ha affermato, precisando che “non è compito nostro” mantenere aperto il passaggio.
Petrolio sotto i 100 dollari, oro in risalita
Le prospettive di de-escalation hanno avuto un impatto immediato sulle materie prime. Il petrolio ha registrato un calo di circa il 4%, scendendo sotto la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, con il WTI a 97,70 dollari.
Movimento opposto per l’oro, che ha ripreso a salire portandosi a 4.743 dollari con un progresso dell’1,3%. Il metallo prezioso conferma così il suo ruolo di bene rifugio in una fase di forte incertezza geopolitica, attirando capitali anche in un contesto di ritrovato ottimismo sui mercati azionari.




