Stellantis vendite Italia: tre mesi consecutivi di crescita

Il primo trimestre del 2026 segna una svolta significativa per Stellantis sul mercato italiano. Dopo i segnali incoraggianti di gennaio e febbraio, anche marzo ha confermato il trend positivo, portando il gruppo a tre mesi consecutivi di crescita nelle immatricolazioni. Un risultato che assume ancora più valore se confrontato con l’andamento complessivo del settore auto nel nostro Paese, dove le incertezze non mancano e le ombre sul futuro restano ben visibili.

Il dato trimestrale parla chiaro: 157.780 vetture immatricolate, con un incremento del 16,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una performance a doppia cifra che ha superato nettamente quella del mercato italiano nel suo complesso, cresciuto del 9,2% con 485.932 unità vendute. Ma dietro i numeri positivi si nascondono anche interrogativi sulla tenuta di questa ripresa nei prossimi mesi.

Il mese di marzo: Stellantis batte il mercato

Guardando nel dettaglio al solo mese di marzo, Stellantis ha registrato un incremento del 10,3% nelle immatricolazioni. Sono state vendute 57.662 auto, contro le 52.269 unità dello stesso mese del 2025. Si tratta di un risultato superiore alla media del mercato italiano, che a marzo ha messo a segno una crescita del 7,6%.

Un elemento particolarmente rilevante riguarda la quota di mercato, salita al 31,1% rispetto al 30,3% registrato a marzo dell’anno precedente. Questo dato indica che il gruppo non si è limitato a crescere sull’onda di un mercato favorevole, ma ha guadagnato terreno rispetto ai concorrenti, conquistando una fetta più ampia delle vendite complessive nel nostro Paese.

A Piazza Affari la reazione è stata positiva. Le azioni Stellantis hanno accelerato al rialzo con un progresso del 3%, portandosi a quota 6,50 euro. Un movimento particolarmente significativo, considerando che la seduta era iniziata in territorio negativo a causa delle incertezze geopolitiche legate al discorso notturno di Donald Trump, con il Ftse Mib che restava in calo dell’1%.

Il podio delle auto più vendute è tutto Stellantis

Un aspetto che colpisce riguarda la classifica delle vetture più vendute in Italia. Come hanno sottolineato dal gruppo, “nella classifica delle auto più vendute, le prime tre posizioni sono tutte Stellantis”. Un risultato che fotografa la capacità del gruppo di presidiare diversi segmenti del mercato con modelli competitivi.

Al primo posto si trova la Fiat Pandina, confermando ancora una volta il legame profondo tra questo modello e gli automobilisti italiani. La seconda posizione è occupata dalla Jeep Avenger, che continua a raccogliere consensi nel segmento dei SUV compatti. Chiude il podio la Leapmotor T03, il veicolo elettrico del marchio cinese distribuito attraverso la joint venture con Stellantis.

La presenza della Leapmotor T03 tra le tre auto più vendute in assoluto rappresenta un segnale importante sulla crescente accettazione dei veicoli elettrici da parte dei consumatori italiani, anche grazie a un posizionamento di prezzo particolarmente aggressivo.

Fiat domina il canale privati

Il marchio Fiat ha ottenuto risultati di rilievo nel primo trimestre, soprattutto nel segmento delle vendite ai privati, che rappresenta l’indicatore più autentico della domanda reale da parte dei consumatori finali. Il marchio torinese si è posizionato al primo posto in questo canale.

I numeri sono eloquenti: “Fiat è al primo posto nel canale privati e ha registrato nel primo trimestre 61.556 immatricolazioni pari al 12,67% di quota (in crescita di 2,1 punti percentuali rispetto al primo trimestre dello scorso anno)”. Questo incremento di oltre due punti percentuali nella quota di mercato evidenzia un rafforzamento strutturale della posizione di Fiat tra gli acquirenti privati.

All’interno della gamma Fiat, la Pandina Hybrid prodotta nello stabilimento di Pomigliano si è distinta come la vettura nettamente più venduta in Italia nel mese di marzo, con 11.128 immatricolazioni. Un dato che testimonia come la versione ibrida di questo modello storico continui a rispondere efficacemente alle esigenze di mobilità urbana ed extraurbana degli italiani.

La micromobilità con Topolino

Fiat ha consolidato la propria presenza anche in un segmento di nicchia ma in espansione: quello della micromobilità. Il modello Topolino si è affermato nelle vendite di quadricicli leggeri, raggiungendo nel mese di marzo una quota del 43% nel segmento specifico dei quadricicli leggeri elettrici.

Questo risultato dimostra la capacità del marchio di diversificare la propria offerta, intercettando le nuove tendenze della mobilità urbana con soluzioni compatte e a zero emissioni, particolarmente adatte ai centri storici delle città italiane.

Fiat Professional nel settore dei veicoli commerciali

Anche la divisione dei veicoli commerciali leggeri ha contribuito positivamente ai risultati complessivi del gruppo. Fiat Professional ha registrato in Italia a marzo 4.863 immatricolazioni, corrispondenti a una quota di mercato del 27,6%. Si tratta di un dato che conferma la solidità del marchio nel segmento professionale, dove furgoni e veicoli da lavoro rappresentano una componente essenziale per l’economia reale del Paese.

Leapmotor conquista la vetta del mercato elettrico italiano

Tra i dati più sorprendenti del primo trimestre spicca la performance di Leapmotor, il brand cinese che Stellantis distribuisce in Europa attraverso una joint venture dedicata. Il marchio ha chiuso i primi tre mesi dell’anno in testa al mercato Bev/Nev (veicoli completamente elettrici e nuove energie) in Italia.

Le cifre sono impressionanti: 11.637 immatricolazioni complessive nel trimestre, un volume che ha già superato l’intero totale registrato nell’arco di tutto il 2025, quando le vendite si erano fermate a 7.500 unità. In pratica, in soli tre mesi Leapmotor ha fatto meglio di quanto ottenuto nei dodici mesi precedenti.

Anche nel canale delle vendite ai privati il marchio ha ottenuto risultati solidi, con una quota del 10,7% pari a 10.304 immatricolazioni. Questo dato suggerisce che la crescita di Leapmotor non è trainata esclusivamente da flotte aziendali o noleggio, ma poggia su una domanda genuina da parte dei consumatori finali attratti dal rapporto qualità-prezzo della T03.

Primo trimestre positivo anche negli Stati Uniti

La crescita di Stellantis non si è limitata al mercato italiano. Anche negli Stati Uniti il gruppo ha archiviato un primo trimestre in progresso, con la controllata Fca Us (Stellantis North America) che ha incrementato le vendite del 4%, raggiungendo quota 305.902 unità.

Un risultato da leggere in un contesto di mercato particolarmente sfidante, come ha evidenziato Jeff Kommor, responsabile delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti: “Continuiamo a registrare un forte slancio con una crescita del 4% su base annua, migliorando la nostra quota di mercato in un settore che, secondo le prime stime, dovrebbe registrare un calo di circa il 6%”.

Il manager ha aggiunto: “In questo trimestre il settore ha dovuto affrontare numerose sfide, ma questi risultati dimostrano che stiamo attuando con efficacia il nostro riorientamento aziendale. Riflettono inoltre la fiducia che riponiamo nella nostra gamma di prodotti e nella nostra rete di concessionari”.

I brand americani che guidano la crescita

Analizzando le performance dei singoli marchi sul mercato statunitense, emerge un quadro variegato ma complessivamente incoraggiante. Il brand Ram si è distinto con un balzo del 20% su base annua nelle immatricolazioni, segnando il miglior primo trimestre dal 2023. Si tratta di un risultato notevole per il marchio di pick-up e veicoli commerciali, che rappresenta storicamente uno dei pilastri della redditività del gruppo in Nord America.

Jeep ha registrato un incremento del 3%, confermando una ripresa graduale dopo un periodo di difficoltà. Dodge ha messo a segno una crescita del 4%, in linea con la media del gruppo.

Un dato curioso riguarda le vendite del brand Fiat negli Stati Uniti, dove il marchio italiano commercializza esclusivamente la 500e (la versione elettrica della Cinquecento). Le vendite sono salite dell’85% nel primo trimestre rispetto al quarto trimestre 2025. Si tratta ovviamente di volumi contenuti in termini assoluti, ma la dinamica di crescita è significativa e segnala un interesse crescente per questo modello nel mercato americano.

Il ruolo degli incentivi nella crescita del mercato italiano

Per comprendere appieno il contesto in cui si inseriscono i risultati di Stellantis, è necessario analizzare i fattori che hanno sostenuto la crescita complessiva del mercato auto in Italia. Il Centro Studi Promotor ha fornito un’analisi dettagliata, evidenziando come il risultato del mercato italiano, cresciuto del 9,2% a marzo 2026, “risente ancora degli incentivi per l’acquisto di vetture elettriche prenotati a partire dal 22 ottobre”.

Questi aiuti statali hanno avuto un impatto misurabile sull’andamento delle immatricolazioni mese dopo mese. Come spiegano dal Centro Studi Promotor, gli incentivi “hanno influenzato positivamente le immatricolazioni in novembre quando la quota delle elettriche sulle immatricolazioni è salita al 12,2% contro il 5,2% dei primi dieci mesi dell’anno. L’apporto degli incentivi ha influito anche sui risultati di dicembre che hanno visto la quota delle elettriche attestarsi attorno all’11% e un apporto positivo vi è stato anche nei primi mesi del 2026 in cui le quote dell’elettrico sulle immatricolazioni sono state del 6,6% in gennaio, del 7,9% in febbraio e dell’8,6% in marzo”.

La traiettoria è chiara: dopo il picco di novembre, la spinta degli incentivi si sta progressivamente attenuando, anche se continua a esercitare un effetto positivo sulle statistiche complessive del mercato.

Le ombre sul futuro: cosa succederà senza incentivi?

Se i dati del primo trimestre offrono motivi di soddisfazione, le prospettive per i mesi a venire suscitano preoccupazioni fondate. Secondo il Centro Studi Promotor, la spinta degli incentivi “si sta affievolendo e si può quindi ritenere che nei prossimi mesi vi sarà un rallentamento delle immatricolazioni, che sono tuttavia già su livelli molto depressi”.

Per dare la misura di quanto il mercato sia ancora lontano dai livelli pre-pandemia, l’ente ricorda che “il risultato dei primi tre mesi, cioè le 484.802 immatricolazioni di cui abbiamo detto più sopra, rispetto ai livelli ante-pandemia, accusano ancora un calo del 9,9%”. In altre parole, nonostante la crescita recente, il settore auto italiano non ha ancora recuperato il terreno perso con la crisi sanitaria del 2020.

La domanda cruciale posta dal Centro Studi Promotor è diretta e inquietante: “Non appaiono positive: esaurita la spinta degli incentivi, di cui si è detto, che cosa sosterrà le vendite?”.

Il sentiment dei concessionari non è incoraggiante

A rafforzare le preoccupazioni sul futuro contribuisce un sondaggio condotto tra i concessionari italiani, i cui risultati restituiscono un quadro tutt’altro che roseo. Secondo lo studio del Centro Studi Promotor, il 51% dei concessionari dichiara un basso volume di raccolta ordini nel mese di marzo.

Le percentuali peggiorano ulteriormente quando si guarda all’affluenza nelle showroom: il 55% dei concessionari segnala un basso livello di visitatori nei propri saloni espositivi. Si tratta di un indicatore anticipatore importante, perché chi non visita oggi una concessionaria difficilmente acquisterà un’auto nei prossimi mesi.

Le aspettative per il futuro prossimo sono altrettanto caute: soltanto il 10% dei concessionari ritiene possibile un aumento delle vendite nei prossimi tre o quattro mesi, mentre il 56% ipotizza una sostanziale stabilità e il 34% prevede addirittura un mercato in calo. Numeri che suggeriscono come il settore stia vivendo una fase di transizione, con la spinta degli incentivi in esaurimento e nessun nuovo catalizzatore all’orizzonte.

Le previsioni per il 2026: lontani dai livelli pre-crisi

Il Centro Studi Promotor ha elaborato una stima per l’intero anno 2026, prevedendo 1.569.188 immatricolazioni complessive sul mercato italiano. Un numero che, isolato dal contesto, potrebbe sembrare ragguardevole ma che, messo in prospettiva, rivela la fragilità strutturale del settore.

Come ha sottolineato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor: “Non è certo un risultato positivo se si considera che le immatricolazioni sul mercato italiano nel 2019 avevano toccato quota 1.917.106”. Il confronto è impietoso: anche se la previsione per il 2026 dovesse concretizzarsi, il mercato italiano resterebbe inferiore di circa 348.000 unità rispetto ai volumi del 2019, l’ultimo anno prima della pandemia.

Questo gap evidenzia come la transizione verso l’elettrico, le incertezze normative, l’aumento dei prezzi medi delle vetture e i cambiamenti nelle abitudini di mobilità (car sharing, smart working, trasporto pubblico) stiano ridisegnando in modo strutturale le dimensioni del mercato automobilistico italiano.

L’azione Stellantis a Piazza Affari tra incertezze e segnali positivi

La giornata di Borsa del 2 aprile ha offerto un esempio plastico della volatilità che caratterizza il titolo Stellantis. Le azioni sono partite in territorio negativo, penalizzate dal clima di incertezza geopolitica che ha investito tutti i listini europei dopo le dichiarazioni notturne di Donald Trump. Il Ftse Mib ha ceduto l’1%, trascinando al ribasso la maggior parte dei titoli.

Tuttavia, Stellantis ha invertito la rotta nel corso della seduta, chiudendo con un rialzo del 3% a quota 6,50 euro. Un’inversione alimentata proprio dalla diffusione dei dati sulle vendite del primo trimestre, che hanno fornito agli investitori un motivo concreto per tornare a guardare con interesse al titolo del gruppo automobilistico.

Il divario tra la performance di Stellantis e quella del listino principale di Piazza Affari ha messo in evidenza come i fondamentali aziendali possano prevalere sul sentiment generale di mercato, almeno nel breve periodo, quando i dati operativi sorprendono positivamente.

Il quadro d’insieme: una ripresa da consolidare

I risultati del primo trimestre 2026 disegnano un quadro a due velocità per Stellantis. Da un lato, i numeri parlano di una ripresa commerciale tangibile sia in Italia che negli Stati Uniti, con una crescita superiore ai rispettivi mercati di riferimento e un rafforzamento della quota di mercato. Il successo di Leapmotor nel segmento elettrico e la leadership di Fiat nel canale privati aggiungono elementi qualitativi a questa lettura positiva.

Dall’altro lato, il contesto di mercato resta fragile. L’esaurimento graduale degli incentivi statali per l’acquisto di vetture elettriche rischia di togliere un sostegno importante alla domanda, in un momento in cui i livelli di immatricolazione sono ancora significativamente inferiori a quelli pre-pandemia. Il sentiment dei concessionari, con oltre metà degli operatori che segnala bassi volumi di ordini e scarsa affluenza nelle showroom, non lascia spazio a facili ottimismi.

Per Stellantis la sfida dei prossimi mesi sarà duplice: mantenere lo slancio commerciale in un mercato potenzialmente in rallentamento e dimostrare che il “riorientamento aziendale” citato dal management sta producendo risultati sostenibili nel tempo, non legati esclusivamente a fattori esterni temporanei come gli incentivi governativi.

I numeri chiave del primo trimestre Stellantis

Per avere un quadro sintetico della performance del gruppo nel primo trimestre 2026, ecco i dati principali:

  • Italia, primo trimestre: 157.780 immatricolazioni, +16,2% rispetto al primo trimestre 2025
  • Italia, marzo: 57.662 auto vendute, +10,3% anno su anno
  • Quota di mercato Italia (marzo): 31,1% (dal 30,3% di marzo 2025)
  • Fiat, canale privati Q1: 61.556 immatricolazioni, quota al 12,67% (+2,1 punti percentuali)
  • Pandina Hybrid (marzo): 11.128 immatricolazioni, vettura più venduta in Italia
  • Leapmotor Q1: 11.637 immatricolazioni nel segmento Bev/Nev, già oltre l’intero 2025 (7.500 unità)
  • Fiat Professional (marzo): 4.863 immatricolazioni, quota del 27,6%
  • Topolino, quadricicli leggeri elettrici (marzo): quota del 43%
  • USA, primo trimestre: 305.902 unità vendute, +4% anno su anno
  • Ram USA Q1: +20%, miglior primo trimestre dal 2023
  • Jeep USA Q1: +3%
  • Dodge USA Q1: +4%
  • Fiat 500e USA: +85% rispetto al quarto trimestre 2025

Questi numeri confermano un momento di ripresa operativa per il gruppo, con segnali di forza che si estendono su più mercati e segmenti. La vera prova del nove, tuttavia, arriverà nella seconda metà dell’anno, quando l’effetto degli incentivi sarà completamente esaurito e la solidità della domanda verrà testata nelle condizioni reali del mercato.

La previsione del Centro Studi Promotor di 1.569.188 immatricolazioni per l’intero 2026 in Italia, ben al di sotto delle 1.917.106 del 2019, ricorda che il settore automobilistico sta attraversando una trasformazione profonda. In questo scenario, la capacità di Stellantis di continuare a crescere più velocemente del mercato sarà il vero indicatore del successo della strategia industriale del gruppo.

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