Piazza Affari crolla: FTSEMib perde oltre il 2% il 19 marzo

Seduta pesante per Piazza Affari nella giornata del 19 marzo 2026, con i principali indici che hanno registrato perdite superiori al 2%. A condizionare l’umore degli investitori è stata soprattutto l’attesa per le decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea, un appuntamento che ha generato cautela diffusa su tutti i listini del Vecchio Continente.

Il clima negativo non ha risparmiato neppure le altre piazze finanziarie europee, tutte in territorio negativo con ribassi di entità analoga. In questo contesto, i settori bancario e petrolifero sono stati tra i più osservati della giornata, insieme ad alcuni titoli protagonisti di operazioni societarie rilevanti.

FTSEMib in forte flessione: i numeri della giornata

Alle ore 12.40 il FTSEMib segnava un calo del 2,46%, scivolando a quota 43.641 punti. Nel corso della mattinata l’indice principale di Borsa Italiana ha oscillato tra un minimo di 43.606 punti e un massimo di 44.253 punti, evidenziando una volatilità contenuta ma un trend decisamente ribassista.

L’andamento negativo ha coinvolto tutti gli indici: il FTSE Italia All Share ha perso il 2,49%, mentre il FTSE Italia Mid Cap è stato il peggiore con un ribasso del 2,89%. In flessione anche il FTSE Italia Star, che ha lasciato sul terreno il 2,23%.

Valute, obbligazioni e materie prime

Sul fronte valutario, l’euro si è mantenuto poco sopra quota 1,145 dollari. Lo spread Btp-Bund si è consolidato oltre gli 80 punti base, con il rendimento del titolo di Stato decennale italiano che ha sfiorato il 3,85%.

Per quanto riguarda le materie prime, l’oro è scivolato a 4.685 dollari, mentre l’argento ha subito un calo più marcato, crollando a 71 dollari. Il bitcoin, nel frattempo, è sceso a 70.000 dollari (circa 61.000 euro), confermando una fase di debolezza anche per le criptovalute.

Telecom Italia e Fastweb+Vodafone: accordo sulle nuove torri

Tra i titoli più seguiti della seduta si è distinta Telecom Italia TIM, che ha ceduto il 2,56% portandosi a 0,6086 euro. L’attenzione del mercato si è concentrata sull’annuncio di un accordo non vincolante firmato dal gruppo telefonico insieme a Fastweb+Vodafone.

L’intesa riguarda la costruzione e la gestione di nuove torri per la telefonia mobile in Italia, vale a dire infrastrutture passive destinate a potenziare la copertura della rete. L’obiettivo è ambizioso: realizzare fino a 6.000 nuovi siti sul territorio nazionale. Il progetto verrà inizialmente sviluppato attraverso una joint-venture paritetica, partecipata al 50% da ciascuna delle due parti.

Inwit crolla del 18%: la peggior performance di giornata

La notizia dell’accordo sulle torri ha avuto un effetto dirompente su Inwit, che ha registrato la performance peggiore dell’intera seduta con un crollo del 18,3%, scendendo a 6,6825 euro. Il titolo della società specializzata in infrastrutture per le telecomunicazioni ha subito vendite massicce, evidentemente penalizzato dalla prospettiva di una maggiore concorrenza nel segmento delle torri mobili.

Titoli bancari sotto pressione: vendite su tutti i big

Giornata particolarmente negativa per il comparto bancario, con vendite diffuse su tutti i principali istituti di credito quotati a Milano. Intesa Sanpaolo ha registrato un ribasso del 3,01%, attestandosi a 5,057 euro.

Ancora peggio ha fatto UniCredit, che ha ceduto il 4,07% scivolando a 61,29 euro. In forte calo anche BPER Banca, con un ribasso del 3,58% a 10,765 euro, e la Popolare di Sondrio, che ha perso il 3,53% portandosi a 15,56 euro. L’intero settore ha risentito dell’incertezza legata alle imminenti decisioni della BCE sulla politica monetaria.

Petroliferi in controtendenza: ENI in rialzo grazie al greggio

In un panorama dominato dai ribassi, il settore petrolifero ha rappresentato l’eccezione più significativa. A sostenere i titoli oil è stato il prezzo del greggio, che sulla piazza di New York (contratto con scadenza ad aprile 2026) è tornato oltre i 97,5 dollari al barile, dopo aver toccato la soglia simbolica dei 100 dollari nel corso della seduta.

In questo contesto, ENI ha registrato un progresso dell’1,06%, salendo a 23,315 euro. Un risultato in netta controtendenza rispetto all’andamento generale del mercato, che testimonia come il comparto energetico abbia beneficiato della risalita delle quotazioni del petrolio.

Leonardo completa l’acquisizione della Difesa di Iveco Group

Leonardo ha chiuso in calo del 2,37% a 62,74 euro, nonostante una notizia di rilievo sul fronte delle operazioni straordinarie. La società aerospaziale ha comunicato di aver finalizzato l’acquisizione del business Difesa di Iveco Group, che comprende i marchi IDV e ASTRA. Il prezzo dell’operazione è stato di 1,6 miliardi di euro, in linea con l’Enterprise Value fissato a 1,7 miliardi al netto degli adeguamenti contrattuali concordati tra le parti.

Dal canto suo, Iveco Group (sostanzialmente invariata a +0,1%, a 19,24 euro) ha precisato che i proventi netti della cessione saranno distribuiti agli azionisti sotto forma di dividendo straordinario. Considerando il prezzo incassato, gli aggiustamenti di chiusura attesi e i costi sostenuti per la separazione del ramo Difesa, il dividendo per azione è attualmente stimato tra 5,7 e 5,8 euro, rispetto alla forchetta iniziale di 5,5-6 euro.

Technoprobe e d’Amico: forti ribassi al MidCap e allo Star

Al segmento MidCap si è messa in evidenza la performance negativa di Technoprobe, che ha perso il 15,1% scendendo a 13,88 euro. A innescare le vendite è stata la pubblicazione dei risultati finanziari dell’esercizio 2025, che evidentemente non hanno soddisfatto le aspettative degli investitori.

Al segmento STAR, sotto i riflettori è finita d’Amico International Shipping, in calo del 13% a 6,735 euro. La società ha comunicato che l’azionista di riferimento, d’Amico International, ha completato la vendita di 6.200.000 azioni, corrispondenti a circa il 5% del capitale sociale. L’operazione è stata realizzata attraverso un accelerated bookbuilding (una procedura di collocamento rapido) riservato a investitori istituzionali, al prezzo di 6,5 euro per azione.

Uno sguardo d’insieme sulla seduta

La giornata del 19 marzo 2026 ha confermato un clima di forte cautela sui mercati europei, con Piazza Affari tra le piazze più penalizzate. L’attesa per le decisioni della BCE ha rappresentato il principale fattore di incertezza, spingendo gli investitori a ridurre l’esposizione soprattutto sui titoli bancari e su alcune mid cap.

Il settore petrolifero ha fatto eccezione, trainato dalla risalita del greggio verso i 100 dollari. Sul fronte delle singole storie societarie, l’accordo tra Telecom Italia e Fastweb+Vodafone sulle nuove torri e il completamento dell’acquisizione della Difesa di Iveco da parte di Leonardo rappresentano operazioni di rilievo, destinate a influenzare i rispettivi settori anche nelle prossime settimane.

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