Petrolio, vendite sospette prima del post di Trump

Quindici minuti. Tanto è bastato per trasformare un’informazione riservata in un guadagno potenzialmente enorme. È il lasso di tempo che separa una serie di vendite anomale sui future del petrolio dal post con cui il presidente Donald Trump ha annunciato su Truth una tregua di cinque giorni sugli attacchi alle infrastrutture petrolifere iraniane e l’apertura di negoziati definiti “buoni e produttivi” con Teheran.

Le operazioni, del valore complessivo di 580 milioni di dollari, hanno preceduto il crollo delle quotazioni del greggio, regalando a chi le ha eseguite profitti consistenti. Una dinamica che solleva interrogativi pesanti e richiama lo spettro dell’insider trading.

Il crollo dei prezzi dopo l’annuncio

Per comprendere la portata dell’operazione basta guardare i numeri. Il WTI, che nella mattinata di lunedì aveva toccato un picco di 101 dollari al barile e stazionava intorno ai 99 dollari prima dell’annuncio, è precipitato fino a circa 86 dollari al barile subito dopo la pubblicazione del post.

Movimento analogo per il Brent, che dopo aver raggiunto i 112 dollari è crollato in pochi minuti a 99 dollari al barile. Una discesa verticale che ha premiato chi si era posizionato al ribasso con un tempismo sospetto.

La ricostruzione: cosa è successo tra le 11.49 e le 12.05

Secondo quanto riportato dal Financial Times, le transazioni considerate anomale si sono concentrate in una finestra temporale ristrettissima, tra le 6.49 e le 6.50 ora locale negli Stati Uniti (le 11.49 e le 11.50 in Italia). In quei due minuti sono stati scambiati circa 6.200 contratti future su Brent e WTI.

Il post di Trump è stato pubblicato alle 7.04 locali (le 12.04 italiane), appena un quarto d’ora dopo. A quel punto i mercati hanno reagito con violenza: stando ai dati di Reuters, nei circa 60 secondi successivi alle 7.05 (le 12.05 italiane) sono passati di mano circa 13.000 contratti future su Brent e WTI, l’equivalente di 13 milioni di barili di petrolio.

L’impennata degli scambi registrata al momento dell’annuncio, pari a circa 2.000 lotti tra Brent e WTI, era già di gran lunga superiore ai volumi complessivi delle ore precedenti. Ma è stata letteralmente eclissata dall’ondata successiva al post.

Movimenti sospetti anche sull’azionario

La speculazione non si è fermata al greggio. Anche i future sull’indice S&P 500 hanno mostrato movimenti insoliti per quella fascia oraria, virando al rialzo subito dopo le vendite anomale sui contratti petroliferi, con volumi tutt’altro che trascurabili nella fase pre-mercato.

A cascata, i principali indici e titoli azionari europei si sono mossi al rialzo. In questo caso, però, la spiegazione potrebbe essere più lineare: i mercati del Vecchio Continente monitorano con attenzione i future statunitensi in quella fascia oraria, cercando segnali sulla possibile direzione di apertura di Wall Street.

L’ombra dell’insider trading

Non è ancora noto chi si nasconda dietro queste operazioni. Non si sa nemmeno se siano state condotte da un singolo soggetto o da più attori coordinati. Un elemento, tuttavia, appare difficile da contestare: chi ha venduto quei contratti disponeva di informazioni privilegiate sull’imminente annuncio presidenziale.

L’intera operazione presenta i tratti tipici dell’insider trading, ossia l’utilizzo di informazioni non pubbliche per ottenere un vantaggio sui mercati finanziari. Un reato grave, che in un contesto di elevata volatilità come quello attuale diventa ancora più insidioso.

Un mercato sotto pressione

Il caso si inserisce in una fase particolarmente delicata per il mercato petrolifero. L’offerta di greggio è diventata l’elemento centrale della guerra in Medioriente e le quotazioni del petrolio fungono ormai da termometro del sentiment sui mercati finanziari globali.

In questo clima di incertezza e volatilità giornaliera elevata, la speculazione trova terreno fertile. E vicende come quella di lunedì scorso non fanno che alimentare la sfiducia degli investitori nella trasparenza e nell’equità dei mercati.

Le nostre analisi sui certificati

Euro Industrial Shield

IT0006775115
Davide Campari Milano
Leonardo Spa
STMicroelectronics
Prysmian SpA
Possibile Cedola Mensile
1,017
%
Barriera Capitale
40
%
PROTEZIONE
Step Down 1,75% mese