STM vola del 14% a Piazza Affari, banche deboli

Un rialzo del 14,1% in una sola seduta. È il numero che ha catalizzato l’attenzione degli investitori su STM, autentica protagonista di una giornata dai due volti a Piazza Affari. Il titolo italo-francese ha chiuso a 42,82 euro, trascinato da risultati trimestrali superiori alle attese e da previsioni sui ricavi del secondo trimestre che hanno convinto il mercato. A rafforzare l’entusiasmo, l’annuncio di un nuovo focus strategico sulle opportunità legate ai satelliti in orbita terrestre bassa.

Se il comparto tecnologico ha brillato, il settore bancario ha invece mostrato segni di affaticamento, mentre il petrolio è tornato al centro della scena. Una seduta contraddittoria, insomma, che vale la pena analizzare nel dettaglio.

FTSEMib in lieve progresso, Europa senza bussola

Il FTSEMib ha archiviato la giornata con un rialzo dello 0,26%, attestandosi a 47.907 punti. Un risultato modesto ma positivo, soprattutto se confrontato con il quadro europeo tutt’altro che uniforme.

A pesare sul sentiment del continente sono lo stallo in Medio Oriente e la persistente chiusura dello Stretto di Hormuz. Francoforte ha ceduto lo 0,16%, Londra è rimasta sostanzialmente piatta con un calo dello 0,19%. L’eccezione è stata Parigi, in rialzo dello 0,87% grazie alla spinta dei comparti tecnologico e del lusso.

Petrolio ed ENI sotto i riflettori

Oltre a STM, tra i titoli migliori del listino principale si sono distinti Lottomatica (+2,07%), Snam (+1,61%) ed ENI (+1,2%). Il colosso energetico ha beneficiato del ritorno del greggio a New York verso i 93 dollari al barile, con picchi intraday che hanno superato i 97 dollari.

Bene anche Saipem (+1,17%), favorita dalla revisione al rialzo dei target price da parte di alcune banche d’affari.

Comparto bancario in difficoltà, Mediobanca fa eccezione

Sul versante opposto, le banche hanno faticato. UniCredit ha perso l’1,87% scivolando a 64,45 euro, mentre Intesa Sanpaolo ha registrato un arretramento dello 0,86%. Anche Banco BPM ha segnato un ribasso analogo.

In controtendenza Mediobanca, unica del comparto a chiudere in territorio positivo con un guadagno dello 0,84%.

Tra i peggiori della seduta figurano DiaSorin (-4,19%) e Amplifon (-2,68%). Nota dolente anche per Stellantis, in calo dell’1,52% a 7,192 euro, nonostante i dati positivi sulle immatricolazioni europee: a marzo il gruppo ha venduto 184.842 vetture con una crescita del 6,8%, raggiungendo una quota di mercato del 16% nell’Unione Europea.

Mid Cap: Alerion Clean Power guida i rialzi

Nel segmento delle medie capitalizzazioni, la performance più brillante è stata quella di Alerion Clean Power, balzata del 12,02%. A seguire, BFF Bank (+3,43%) e Technoprobe (+2,70%). Sul fronte negativo spiccano Comer Industries (-4,47%) e Reply (-4,07%).

Macro e materie prime: segnali contrastanti

Il contesto macroeconomico ha offerto spunti poco rassicuranti per l’Eurozona. Il PMI composito flash di aprile è sceso a 48,6, scivolando sotto la soglia di espansione per la prima volta dalla fine del 2024. A pesare è stato soprattutto il calo del settore dei servizi.

Dagli Stati Uniti, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite a 214 mila unità.

Sul fronte valutario, l’euro si è mantenuto stabile sopra quota 1,17 dollari. Lo spread Btp-Bund si è consolidato sopra i 75 punti base, con il rendimento del decennale italiano in discesa al 3,8%.

Oro, argento e bitcoin: i livelli da monitorare

Le materie prime continuano a catturare l’attenzione. L’oro ha raggiunto i 4.750 dollari, mentre l’argento ha superato la soglia dei 76 dollari. Sul fronte delle criptovalute, il bitcoin è tornato sopra i 78.500 dollari.

Una seduta, in definitiva, che ha premiato chi era posizionato sulla tecnologia e sull’energia, penalizzando invece il comparto finanziario. Gli investitori faranno bene a tenere d’occhio l’evoluzione geopolitica in Medio Oriente e i prossimi dati macroeconomici per orientare le proprie scelte nelle prossime giornate di contrattazione.

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